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Il Parco Archeologico Culturale

Immagine - Vaso

L’AREA ARCHEOLOGICA DI TUSCOLO

Incuneata tra i comuni di Montecompatri, Monte Porzio, Frascati e Grottaferrata, l’area di Tusculum è il cuore storico e culturale dei Castelli Romani. Oggi in tutto il territorio si sovrappongono tracce archeologiche di diverse epoche storiche, che segnano le vicende della importante città latina, dalla sua origine preromana fino alla distruzione nel 1191.

Le origini di Tusculum si perdono nella leggenda che ne attribuisce la fondazione a Telegono, mitico figlio di Ulisse e della Maga Circe. Quel che è certo è che le prime tracce di insediamenti umani risalgono all’età del bronzo medio, intorno al XIV secolo a.c.

In breve tempo Tuscolo divenne una delle più importanti città della Lega Latina, che si oppose fieramente all’espansionismo della potenza di Roma, da cui fu però battuta nella famosa battaglia del Lago Regillo del 496 a.c.

Ormai sotto il dominio di Roma, Tuscolo divenne residenza estiva prediletta di imperatori, senatori e scrittori di fama, inaugurando una tradizione che dura fino ai nostri giorni. Tra le ville più celebri, si ricordano quella di Silla Cicerone, Lucullo, Tiberio e Matidia.

In epoca medievale, con la potente dinastia dei Conti di Tuscolo che diede al Pontificato numerosi Papi, dominò le cronache capitoline influenzandone fortemente la vicenda politica, fino a quando il Comune di Roma ne decise la distruzione definitiva che avvenne nel 1191 d.c.

Dopo un lungo periodo di abbandono e di saccheggio dei reperti nel 1984 la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, divenuta proprietaria del sito, ha avviato un percorso di riscoperta scientifica e valorizzazione anche grazie alla collaborazione con la Escuela Espanola di Hystoria e Arqueologia en Roma-CSIC. La ricerca scientifica, che tutt’ora prosegue nel sito, ha permesso di meglio comprendere l'evoluzione diacronica della città fino alla sua distruzione nel 1191. 

Oggi un percorso visita si snoda lungo i resti degli edifici del foro fino a raggiungere il teatro.

IL TEATRO ROMANO 

Il teatro romano è certamente il monumento più emblematico ed identitario dell’area archeologica. Costruito intorno al 75 a.c., il teatro, nel periodo di massima fioritura della città arrivo ad ospitare anche 2000 spettatori.

Dopo un lungo silenzio che ha attraversato due millenni, il teatro di Tuscolo è stato riportato in attività dalla Comunità Montana la sera del 5 settembre 2003, con una memorabile performance di Giorgio Albertazzi. Da allora il teatro di Tuscolo ha scoperto una nuova stagione di successi, con spettacoli di alto livello artistico realizzati con l'ETI-Teatro di Roma prima e con l’INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico poi. 

In anni più recenti il teatro si è aperto 

L’ ANFITEATRO TUSCOLANO (II sec dC)

Posizionato all’esterno del perimetro dell’antica Città di Tusculum, due chilometri circa più in basso del Teatro Romano, l’Anfiteatro di Tuscolo occupa l’estremità superiore di una piccola valle immersa nella vegetazione di quello che un tempo era il Bosco Sacro. Interrrato per buona parte, sono visibili al momento solo i contorni che delineano uno spazio molto più ampio di quello offerto dal Teatro Romano.

Già conosciuto nel XVII secolo come “Accademia di Cicerone”, che visse e lavorò a lungo a Tusculum, l’ Anfiteatro è stato parzialmente scavato nell’800, ma non è mai stato oggetto di un’ indagine sistematica. Attualmente ci si attiene allo studio più recente realizzato dai Quilici negli anni ’90, che ne pongono la costruzione intorno alla seconda meta del II secolo D.C.

I due assi maggiori di m. 72,6 x 55 disegnano un’ arena di pianta ellittica, che misura 53 metri di lunghezza per 35 di larghezza, che poteva contenere non meno di 3mila spettatori.

L’arena è separata dalla cavea da un alto podio, intorno al quale corre un corridoio anulare con porte architravate, che si aprono sia sull’arena che sulle gallerie d’ingresso, lungo l’arco maggiore. All’interno del corridoio anulare si dispongono una serie di ambienti trapezoidali, che occupano lo spazio tra questo corridoio e il muro perimetrale, alcuni dei quali sono ancora praticabili.

L’accesso all’arena avveniva tramite due corridoi, di cui quello settentrionale conserva ancora al disotto una galleria accessibile di servizio, che si prolunga verso valle per circa 13 metri. Uno degli ingressi - meglio conservato – presenta ancora sul lato esterno l’arco trionfale.

Tutte le sostruzioni sono realizzate in opera cementizia, con paramenti in opera reticolata di tufo, con largo uso di ammorsature in laterizio. Il muro del podio, le sue porte, i gradini sia della cavea sia delle scale interne, utilizzano blocchi in opera quadrata di peperino. Il percorso del muro esterno dell’Anfiteatro si può seguire quasi completamente.

Per quanto riguarda la decorazione, spesso è possibile trovare all’interno dell’Anfiteatro frammenti di intonaco rosso, testimonianza dell’esistenza in età antica di ambienti affrescati.

Attualmente l’Anfiteatro è oggetto di un programma di recupero che la Comunità Montana Castelli ha messo a punto in accordo con la Soprintendenza Archeologica, e sui sta cercando di reperire le necessarie risorse.

Nel luglio 2005 l’Anfiteatro è stato oggetto di una iniziativa d’eccezione da parte della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, che l’ ha voluto presentare alle istituzioni e alla stampa il giorno 7 luglio, allestendo una evento di gala, iniziato con la vista archeologica e culminata nella suggestione del tramonto con un monologo straordinario del Maestro Giorgio Albertazzi nel “Marco Antonio” di Shakespeare.