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Il Parco Archeologico Culturale

Immagine - Vaso

BREVI NOTE SULL’AREA ARCHEOLOGICA DI TUSCOLO

Incuneata tra i comuni di Montecompatri, Monte Porzio, Frascati e Grottaferrata, l’area di Tusculum è il cuore storico e culturale dei Castelli Romani. Oggi in tutto il territorio si sovrappongono tracce archeologiche di diverse epoche storiche, che segnano le vicende della importante Città latina, dalla sua origine preromana fino alla distruzione nel 1191.

Le origini di Tusculum si perdono nella leggenda che ne attribuisce la fondazione a Telegono, mitico figlio di Ulisse e della Maga Circe. Quel che è certo è che le prime tracce di insediamenti umani risalgono all’età del bronzo medio, intorno al XIV secolo a.c.

In breve tempo Tuscolo divenne una delle più importanti città della Lega Latina, che si oppose fieramente all’espansionismo della potenza di Roma, da cui fu però battuta nella famosa battaglia del Lago Regillo del 496 a.c.

Ormai sotto il dominio di Roma, Tuscolo divenne residenza estiva prediletta di imperatori, senatori e scrittori di fama, inaugurando una tradizione che dura fino ai nostri giorni. Tra le ville più celebri, si ricordano quella di Silla Cicerone, Lucullo, Tiberio e Matidia.

In epoca medievale, con la potente dinastia dei Conti di Tuscolo che diede al Pontificato numerosi Papi, dominò le cronache capitoline influenzandone fortemente la vicenda politica, fino a quando il Comune di Roma ne decise la distruzione definitiva che avvenne nel 1191 d.c.

Dopo un lungo periodo di abbandono e di saccheggio dei reperti, nel 1990 la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, divenuta proprietaria del sito, ne ha riavviato le campagne di scavo intorno all’area del Foro e del Teatro, grazie alla collaborazione con la Escuela Espanola di Hystoria e Arqueologia di Madrid in Roma. Reperti di età arcaica, della Roma repubblicana di quella Imperiale di epoca medievale affiorano oggi nei 50 ettari di proprietà della Comunità Montana. La ricerca scientifica, che tutt’ora prosegue nel sito dove si è appena ultimata la 13ma campagna scientifica, ha creato le condizioni utili per avviare l’iter di costituzione di un Parco Archeologico Culturale di Tusculum, di cui è in corso la realizzazione.

IL TEATRO ROMANO DI TUSCOLO

Situato nella zona collinare a sud-est di Roma, Tuscolo è oggetto dal 1992 – anno di acquisto dell’area - di un lungo impegno di riscoperta e valorizzazione da parte della Comunità Montana, con interventi di consolidamento, tutela e indagine scientifica, tesi a creare le condizioni per realizzare sul posto un vero parco culturale, con percorsi turistico-didattici fruibili al pubblico ed eventi di alto valore culturale ed artistico.

Dal punto di vista scientifico, il sito è considerato uno dei più importanti del Lazio. Qui furono scritte col sangue alcune delle pagine più significative della Roma Repubblicana prima, e poi di quella Pontificia fino al primo Medioevo. Sulle pietre del Foro e del Teatro riecheggiano ancora i passi del grande Cicerone insieme ad altri grandi protagonisti del passato. Gli anni di scavi scientifici avviati a partire dal 1994 in collaborazione con l’autorevole Escuela Espanola de Historia y Arqueologia en Roma (CSIC) hanno rivelato i tracciati della via Sacra, la zona e i reperti di enorme importanza storica, i presupposti per stato - scrittori, papi e condottieri - che qui amarono vivere e villeggiare fin dai tempi più remoti.

Il processo di indagine scientifica, sommato ad interventi di consolidamento e tutela dell'area, ha permesso di portare nel 2003 alla riapertura del Teatro Romano di Tuscolo nell'area del Foro.

Costruito intorno al 75 a.c., il Teatro Romano di Tuscolo – dopo un lungo silenzio che ha attraversato due millenni - è stato riportato in attività dalla Comunità Montana la sera del 5 settembre 2003, con una memorabile performance di Giorgio Albertazzi. Da allora il Teatro di Tuscolo ha scoperto una nuova stagione di successi, che si rinnova ogni anno con spettacoli di alto livello artistico. Dal 2008, uno straordinario accordo con l’ INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico -, ha conosciuto una svolta artistica, elevando il sito a luogo eccellente per la Rappresentazione Classica, con gli spettacoli del Teatro Greco di Siracusa.

L’ ANFITEATRO TUSCOLANO (II sec dC)

Posizionato all’esterno del perimetro dell’antica Città di Tusculum, due chilometri circa più in basso del Teatro Romano, l’Anfiteatro di Tuscolo occupa l’estremità superiore di una piccola valle immersa nella vegetazione di quello che un tempo era il Bosco Sacro. Interrrato per buona parte, sono visibili al momento solo i contorni che delineano uno spazio molto più ampio di quello offerto dal Teatro Romano.

Già conosciuto nel XVII secolo come “Accademia di Cicerone”, che visse e lavorò a lungo a Tusculum, l’ Anfiteatro è stato parzialmente scavato nell’800, ma non è mai stato oggetto di un’ indagine sistematica. Attualmente ci si attiene allo studio più recente realizzato dai Quilici negli anni ’90, che ne pongono la costruzione intorno alla seconda meta del II secolo D.C.

I due assi maggiori di m. 72,6 x 55 disegnano un’ arena di pianta ellittica, che misura 53 metri di lunghezza per 35 di larghezza, che poteva contenere non meno di 3mila spettatori.

L’arena è separata dalla cavea da un alto podio, intorno al quale corre un corridoio anulare con porte architravate, che si aprono sia sull’arena che sulle gallerie d’ingresso, lungo l’arco maggiore. All’interno del corridoio anulare si dispongono una serie di ambienti trapezoidali, che occupano lo spazio tra questo corridoio e il muro perimetrale, alcuni dei quali sono ancora praticabili.

L’accesso all’arena avveniva tramite due corridoi, di cui quello settentrionale conserva ancora al disotto una galleria accessibile di servizio, che si prolunga verso valle per circa 13 metri. Uno degli ingressi - meglio conservato – presenta ancora sul lato esterno l’arco trionfale.

Tutte le sostruzioni sono realizzate in opera cementizia, con paramenti in opera reticolata di tufo, con largo uso di ammorsature in laterizio. Il muro del podio, le sue porte, i gradini sia della cavea sia delle scale interne, utilizzano blocchi in opera quadrata di peperino. Il percorso del muro esterno dell’Anfiteatro si può seguire quasi completamente.

Per quanto riguarda la decorazione, spesso è possibile trovare all’interno dell’Anfiteatro frammenti di intonaco rosso, testimonianza dell’esistenza in età antica di ambienti affrescati.

Attualmente l’Anfiteatro è oggetto di un programma di recupero che la Comunità Montana Castelli ha messo a punto in accordo con la Soprintendenza Archeologica, e sui sta cercando di reperire le necessarie risorse.

Nel luglio 2005 l’Anfiteatro è stato oggetto di una iniziativa d’eccezione da parte della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, che l’ ha voluto presentare alle istituzioni e alla stampa il giorno 7 luglio, allestendo una evento di gala, iniziato con la vista archeologica e culminata nella suggestione del tramonto con un monologo straordinario del Maestro Giorgio Albertazzi nel “Marco Antonio” di Shakespeare.