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Campagne di scavo

Campagne di scavo - Parco Archeologico e Culturale di Tuscolo SCHEDA SINTETICA DELLE 11 CAMPAGNE DI SCAVO

Nel 1993 il Monte Tuscolo fu acquistato dalla XI Comunità Montana – Castelli Romani e Prenestini – che si propose di valorizzare l’area sotto il profilo ambientale e storico, a vantaggio dei paesi del comprensorio tuscolano. In particolare, l’Ente si propose di valorizzare il sito archeologico, partendo anzitutto dalla tutela dei reperti, fino ad allora preda di saccheggi e ruberie. L’area fu infatti recintata e si diede immediatamente impulso alla ricerca, condotta dalla Escuela Espanola di Storia Y Arquelogia en Roma. Grazie al prezioso contributo del Governo Spagnolo, che ha co-finanziato fino ad oggi le UNDICI campagne di scavo realizzate, sono state portate alla luce nuovi monumenti, come la Basilica di epoca romana ritrovata due anni fa, il Foro, il Teatro e i due Templi dedicati a Mercurio ed Ercole, che hanno permesso di ridisegnare completamente le fasi storiche della città, correggendo le precedenti ricostruzioni degli archeologi che, come il Canina o il Borda, lavorarono sul sito nell’ottocento e a metà del novecento.

Le nuove tecniche di datazione e di ricerca, hanno infatti permesso agli archeologi della Escuela Española di Historia y Arqueología en Roma (CSIC) diretti dal prof. Xavier Dupré (scomparso nell’aprile 2006) di individuare più stratificazioni che corrispondono ad epoche diverse della città. Le tracce più antiche ritrovate, databili intorno alle prime fasi dell’età del ferro, testimoniano un’origine molto antica di Tusculum, intorno al X secolo a.C., anche se la tradizione la fa risalire addirittura al XIII secolo a.C., ad opera el figlio di Ulisse (Telegono). Altri resti individuati, come ad esempio la fontana arcaica (s. VI-V a.C.), i tempietti di Mercurio e ad Hercole, hanno consentito di definire con certezza una fase latina di Tusculum durata fino al 381 a.C., data della capitolazione dell’importante città-stato ad opera dei Romani. Inizia così una terza fase di Tusculum, detta appunto romana, in cui la città diventa un importante nucleo urbano e, a partire dal sec. II a.C., residenza estiva privilegiata dei più importanti personaggi dell’epoca come ad esempio Marco Porzio Catone e Marco Tullio Cicerone.

Negli anni in cui il grande oratore risiedeva a Tusculum venne costruita la basilica ritrovata nell’ultima campagna di scavo (2002). Un altro importante edificio è il Teatro che, costruito nella prima metà del sec. I a.C., fu oggetto di un importante ampliamento in epoca dell’imperatore Tiberio, che era molto legato a Tusculum. Molto più controversa è, invece, la datazione dell’Anfiteatro, oggi ancora non completamente riportato alla luce. Seguendo sempre la ricostruzione della Escuela Española, dopo una fase di crisi successiva alla fine dell’impero romano (476 d.C.), la città di Tusculum diventa una potente contea nel periodo medioevale dominata dalla famiglia dei Conti di Tuscolo che si opposero al Papato, da cui vennero distrutti nel 1191. Di quella fase storica, restano oggi a testimonianza, i resti delle case che occupavano l’area dell’antico foro romano e una interessante chiesa a tre navate, di rito orientale, probabilmente legata a San Nilo e alla fondazione dell’Abbazia di Grottaferratta. 

TVSCVLVM - NOTA XI° CAMPAGNA DI SCAVO - 2005

A conclusione dell’XI campagna di scavi archeologici condotta dall’Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma (CSIC) nell’area del foro (settore Sud: basilica / settore Est: teatro) dell’antica città di Tusculum sono stati raggiunti i seguenti risultati:

Definizione del limite Sud del foro della città e precisamente l’estremità orientale del settore meridionale della piazza.

I lavori condotti hanno permesso di individuare le caratteristiche formali della basilica giuridica (m. 45 x 23), costruita intorno alla metà del I sec. a. C. Si tratta di un edificio rettangolare, aperto sulla piazza del foro, con una sala centrale definita da un colonnato, di ordine ionico, composto da nove colonne sui lati lunghi e da quattro su quelli corti. E stata anche individuata, nell’asse della basilica, la presenza di un corpo aggettante, verso valle, da identificare con il tribunale in cui, nelle basiliche romane, i magistrati impartivano la giustizia.

Si sono potute definire le caratteristiche architettoniche di un secondo edificio monumentale (m 10 x 23), ubicato a Est della basilica. Si tratta di una grande struttura rettangolare. costruita su una potente fondazione in opera cementizia, che all’interno presenta una grande volta di sostruzione. Le prossime indagini permetteranno di comprendere le funzioni di questa costruzione.

Il settore Sud del foro tuscolano era un’imponente struttura terrazzata, ben visibile dalla sottostante via Latina, che, a valle del foro, comprendeva una grande cisterna (m. 50 di lunghezza) che raccoglieva le acque piovane. Un risultato importante della campagna di quest’anno è stato l’aver compreso il percorso completo seguito dalle acque piovane. Raccolte e decantate sulla piazza del foro, queste erano incanalate con condotte sotterranee verso un grande deposito che alimentava una fontana monumentale aperta su una delle strade del versante Sud della città.

Nell’area del teatro, ubicato a Est del foro, è stato definito il limite esterno della cavea dell’edificio e il rapporto strutturale esistente tra questa costruzione e la cisterna retrostante. Lo scavo stratigrafico ha permesso di fare ulteriori precisazioni sulla data di costruzione del teatro, intorno agli anni 75-50 a.C.

Gli scavi condotti hanno messo in evidenza, confermando quanto già visto in precedenza, l’importante occupazione dell’area durante il periodo medioevale (sec. XI-XII). Proprio a questa fase della vita della città, quando era sotto il controllo dei Conti di Tuscolo, corrisponde il momento di spoglio sistematico delle strutture di età romana. In modo particolare dei blocchi di pietra degli edifici antichi che furono riutilizzati per le costruzioni medioevali.

Tra i reperti rinvenuti, che dopo il catalogo hanno permesso di individuare il momento della formazione dei diversi strati scavati, sono da sottolineare diversi piccoli frammenti di elementi scultorei e di decorazioni architettoniche, una base di colonna e una moneta d’argento (coniata a Roma nell’anno 98 a.C.) in ottimo stato di conservazione.

Le strutture architettoniche che per lo stato in cui si trovavano al momento del rinvenimento richiedevano interventi d’urgenza, sono state consolidate per garantirne la conservazione.

SCHEDA TECNICA

Direzione dei lavori:

Xavier Dupré – Vicedirettore dell’Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma (CSIC)

Partecipanti:

17 archeologi di diverse università spagnole (Tarragona, Sevilla, Madrid, Barcelona, Cáceres)
8 borsisti italiani di diverse università (Roma, Viterbo, Bologna, Verona),

Finanziamento della campagna di scavo 2005:

Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC)
Ministerio de Cultura
XI Comunità Montana del Lazio “Castelli Romani e Prenestini”

Collaborazioni:

Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio (Ministero BB. AA. Culturali)
Comune di Monteporzio Catone
Gruppo Archeologico Latino (GAL)

XII° CAMPAGNA DI SCAVO

La campagna di scavi prevista per il prossimo settembre 2008 nell’area dell’antico  centromonumentale di Tuscolo rientra in un ben più ampio progetto di ricerca che la Scuola Spagnola di Storia e Archeologia dirige da oltre dieci anni, in collaborazione con la Sovrintendenza Archeologica per il Lazio e grazie all’appoggio fondamentale dell’XI Comunità Montana. Risale infatti al 1994 la ripresa, ad opera della Scuola Spagnola, delle attività archeologiche nella città di Tuscolo, dopo una prolungata interruzione delle ricerche che inspiegabilmente seguì le fortunate campagne di scavo condotte dal Biondi, dal Canina e dal Borda fra Ottocento e primi decenni del Novecento. Per comprendere come sia stato possibile dare vita in questi anni a un progetto di ricerca vasto e ambizioso come è di fatto il progetto “Tusculum” –che a tutt’oggi è il più importante progetto spagnolo di ricerca archeologica condotto fuori dalla penisola iberica– occorre tenere presente che per realizzarlo hanno collaborato nel corso di questi tredici anni diverse università e centri di ricerca spagnoli (quali le Università di La Rioja, del País Vasco, di Murcia e di Alicante, oltre che il Museo di Archeologia di Catalogna- Empúries e il Consorzio della Città Monumentale di Mérida). Inoltre, grazie alle borse di studio messe a disposizione dall’XI Comunità Montana, giovani ricercatori italiani hanno potuto partecipare fin dal 1996 alle campagne di scavo, dando vita a una proficua collaborazione Italo-Spagnola che in questi anni non è mai venuta meno. Il merito principale della crescita e dello sviluppo del progetto Tusculum in questi anni va però attribuito a colui che dal 1994 fino allo scorso anno ne è stato l’anima e la mente, il compianto Xavier Dupré. In qualità di vicedirettore della Scuola Spagnola, con la passione e l’entusiasmo che sempre lo hanno contraddistinto, il prof. Dupré è riuscito infatti a impostare un solido progetto di ricerca, che nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi e aprirsi a sempre nuove tematiche e obiettivi scientifici. La prematura scomparsa del prof. Dupré ha causato un’inevitabile battuta di arresto nelle attività di scavo, che però oggi, dopo poco più di un anno dall’insediamento della nuova dirigenza della Scuola Spagnola, sono pronte a riprendere con rinnovato vigore. In questi mesi sono state gettate le basi per una nuova fase di ricerca del progetto “Tusculum”, che riparte con una nuova organizzazione interna, con nuovi obiettivi di ampliamento delle ricerche e investimento nel campo della divulgazione sociale dei risultati, con giovani studiosi che affiancano con entusiasmo noi ricercatori della vecchia guardia, ma anche con una nuova sede della Scuola Spagnola stessa, che nei prossimi mesi si trasferirà nel cuore archeologico di Roma, alle spalle della Colonna Traiana, in un palazzo in cui avrà a disposizione uno spazio quadruplicato rispetto a quello attuale. La pausa di riflessione di questo ultimo anno ha consentito di fare il punto della situazione e di valutare i risultati fino ad oggi acquisiti. Nel corso di questi anni, infatti, il progetto ha raggiunto diversi obiettivi. In primo luogo, l’esperienza tuscolana ha contribuito a formare una serie di giovani specialisti in vari settori di ricerca, che vanno dalla storiografia, all’archeologia classica e medievale, all’epigrafia, alla storia dell’arte classica, e tanti altri. 

CONSOLIDAMENTO REPERTI IN CORSO

È attualmente in corso di realizzazione un progetto di restauro dell’area del foro e del teatro, con lo scopo di rendere visitabile il centro monumentale della città oggetto degli scavi di questi anni. Obiettivi principali sono il consolidamento delle strutture in precario stato di conservazione e l’intervento su alcuni monumenti di difficile comprensione -come ad esempio la basilica forense, che risulta particolarmente danneggiata dal riutilizzo medievale e dagli scavi dei secoli scorsi-, in modo tale da renderli più facilmente comprensibili da parte del pubblico. A tal scopo si è scelto, in accordo con la Sovrintendenza, di ricorrere a semplici accorgimenti, quali il ripristino degli antichi livelli di calpestio e la segnalazione di elementi strutturali oggi non più visibili. Il progetto di restauro è di fatto strettamente funzionale anche ad un altro intervento di grande importanza, che prevede l’apertura al pubblico nei prossimi mesi di un percorso di visita all’area archeologica monumentale. Il percorso avrà inizio dal lato occidentale del foro e da qui, passando per i principali monumenti del centro della città quali il teatro e la “fontana arcaica”, consentirà al visitatore di conoscere, attraverso una serie di pannelli esplicativi, la storia e l’evoluzione urbanistica della città nel corso dei secoli, dall’epoca arcaica fino alla sua definitiva distruzione nel 1191. Inoltre è di prossima pubblicazione un guida archeologica della città nella collana del sistema museale “Museum Grand Tour”, di cui fanno parte tutti quei musei e siti archeologici che sorgono in comuni compresi nel territorio di competenza dell’XI Comunità Montana del Lazio. Ciò non toglie però che continueranno anche le pubblicazioni a carattere scientifico, anzi è in bozze il terzo volume della collana monografica Tusculum della Bibliotheca Italica, dedicato agli scavi condotti nell’area extraurbana da cui sono emersi i resti di una interessantissima chiesa a tre navate databile alla fine del X- inizi dell’XI secolo, per cui è stata proposta l’identificazione -su base storica- con la celebre chiesa di S. Agata, in cui S. Nilo terminò i suoi giorni terreni. Il volume sarà accompagnato da un cd-rom contenente le ricostruzioni in 3D dell’edificio, di cui sarà in tal modo possibile seguire l’evoluzione architettonica nel corso del tempo. Per il 2008 è prevista anche la pubblicazione del quarto volume della serie, attualmente in fase di preparazione, dedicato al più celebre monumento di Tuscolo, il teatro di epoca romana. Inoltre l’intenzione è anche quella di riprendere a organizzare corsi di specializzazione in archeologia classica, di cui si sono tenute tre edizioni nell’estate del 2001, 2002 e 2003 rispettivamente dedicati a “Topografia e urbanistica di Roma in epoca classica”, agli “Etruschi” e alla “Roma di età repubblicana”.Dunque un nuovo ciclo di attività, con impostazioni e obiettivi in parte rivisti e attualizzati, ma sempre stabiliti di concerto con la Sovrintendenza Archeologica per il Lazio e con la XI Comunità Montana.

CAMPAGNA DI SCAVO PROSSIMA

Per quanto riguarda le attività di scavo, prima di procedere ad impostare nuovi progetti di ricerca è fondamentale in questa fase dare risposta ai quesiti rimasti aperti a seguito della scomparsa del prof. Dupré. Durante la campagna del 2005 vennero infatti evidenziate alcune problematiche poi rimaste aperte, cui nel prossimo settembre una nutrita equipe di archeologi provenienti dalle università di Murcia e del País Vasco, da Tarragona e dalla Scuola Spagnola cercheranno di dare risposta, intervenendo nei settori evidenziati in rosso. In particolare, per quanto riguarda il settore meridionale del foro, nel settembre del 2005 è stato rinvenuto il limite sud-occidentale della basilica giuridica, e ad est di questa un altro edificio di notevole monumentalità, identificato in via ipotetica come tempio o curia. La basilica risale all’incirca alla metà del I secolo a.C. e presenta una pianta rettangolare di m. 14 x 23, è aperta sul lato verso il foro con una sala centrale definita da un portico di ordine ionico, formato da nove colonne sui lati lunghi e 4 sui lati corti. Lungo l’asse dell’edificio è stato individuato un corpo architettonico che potrebbe corrispondere al tribunale della basilica. È però necessario proseguire con gli scavi per poter confermare tale possibilità di interpretazione, oltre che per poter definire la distribuzione interna dell’edificio e la sua cronologia con maggior precisione. Il secondo edificio rinvenuto a est della basilica ha anch’esso carattere monumentale, presenta una pianta rettangolare di m. 10 x 23 ed è aperto verso la piazza centrale del foro. È stato ipotizzato, come già anticipato, che possa trattarsi della curia o di un tempio, ma solo nuove ricerche potranno stabilirne l’originaria funzione. Inoltre, durante la pulizia superficiale, è stata anche individuata -fra il limite meridionale della basilica e una strada che sale verso il foro- una grande cisterna di circa 50 m. di ampiezza, che raccoglieva le acque piovane provenienti dalla piazza, attraverso un sistema di condotti sotterranei. La facciata della cisterna che si apre sulla strada ha un’articolazione tipica delle fontane monumentali, che sarà oggetto dei prossimi scavi. Per quanto riguarda invece il settore sud-occidentale, la campagna del 2008 si propone di analizzare in maggior dettaglio i resti del tempio dedicato a Mercurio, databile ad epoca tardo-repubblicana, che si trova proprio all’entrata del foro, in posizione di assoluta rilevanza. Infine, nel settore nord-orientale i lavori degli archeologi avranno l’obiettivo di definire le relazioni esistenti fra il teatro romano e i resti del portico settentrionale del foro, allo scopo di ricostruirne la quota di circolazione pedonale. Dopo questa ultima campagna del 2008, sarà possibile impostare nuove ricerche archeologiche in aree della città a tutt’oggi ancora non indagate, ma in cui si prevede, sulla base delle ricerche a carattere storico e topografico condotte in questi anni, che potranno emergere risultati molto interessanti, non solo per la storia della città, ma anche per la sua futura apertura al pubblico in un più ampio discorso di creazione di un parco archeologico. Per citare un unico esempio, da tempo alla Scuola Spagnola si sta prendendo in esame l’opportunità di ampliare in un prossimo futuro le ricerche archeologiche all’area della rocca, dove le fonti storiche, i dati topografici e i rari dati archeologici risalenti agli scavi del Canina testimoniano l’esistenza di una ricca e vivace città medievale, sviluppatasi fra la fine del X e la fine del XII secolo, quando Tuscolo fu la capitale dell’omonima consorteria aristocratica tuscolana che a lungo controllò non solo la regione della Valle Latina, ma anche la stessa Roma e in particolare il soglio pontificio e le principali cariche imperiale del tempo. E chissà che il 2009 questo progetto non possa finalmente realizzarsi, inaugurando una nuova stagione di scavi che prosegua nella linea di ricerca fin qui tracciata, arricchendola però di nuovi obiettivi scientifici.